© Renzo Cioni
C’è una città che ha vissuto sepolta sotto la città per migliaia di anni. Un intreccio umido di strade e canali che sonnecchia sotto la Pistoia emersa, quella che si può vedere alla luce del sole, che già da sola conta tanti di quei punti di interesse turistico da rimanere a bocca aperta. Dalla porticina di uno dei primi corridoi all’ingresso dell’ospedale vecchio, in piazza Giovanni XXIII, pochi gradini conducono a un mondo che non ti aspetteresti mai, quello della Pistoia sotterranea, la vecchia Gora di Scornio, fra piazza del Carmine e i vecchi lavatoi di piazza San Lorenzo. I suoi 1200 metri di lunghezza fanno di questo percorso sotterraneo uno tra i più lunghi d’Italia, restituito alla città e ai turisti grazie ai recenti lavori di ristrutturazione, che permettono di seguire il cammino che va dal corso profondo della Brana che da piazza del Carmine a via San Marco percorre la verticale dell’ospedale del Ceppo, via del Ceppo, piazza San Lorenzo, via del Fiore, per poi dividersi fra via dei Baroni e via dei Giardini.
Chi si addentrerà là sotto potrà vedere il vecchio frantoio e le scale usate dai mugnai , dove nuovi aggiustamenti convivono in armonia con i lavori risalenti al 200, con altezze che variano dai 6 metri sotto l’ospedale ai due metri o poco più sotto piazza San Lorenzo. Attenti a non sbattere la testa, una volta imboccati i sotterranei si potranno vedere ponti medievali, i resti delle mura e una torre della seconda cinta muraria della città. Un lavoro di ricerca e recupero importante quello condotto dall’Irsa di Pistoia – Istituto di ricerche storiche e archeologiche – durato oltre quattro anni che ha voluto stabilire, insieme a quello della lunghezza, un altro primato: la Pistoia sotterranea infatti è la prima costruzione ipogea interamente accessibile ai disabili e dotata di un percorso tattile per non vedenti.
E sarà davvero una Pistoia sotterranea non solo da vedere, ma anche da ascoltare, immersa in un silenzio spezzato solo dal rumore dell’acqua: le vecchie gore medievali infatti sono oggi utilizzate come fognature, rendendo appieno l’idea di come un lavoro così datato nel tempo avesse già allora gettato efficacemente le basi per la città moderna.
I sotterranei e l’annesso museo del Ceppo sono aperti tutti i giorni – festività natalizie comprese – con visite guidate dall’1 ottobre al 31 marzo in turni orari (10.30, 11.30, 12.30, 14, 15, 16 e 17); l’orario si prolunga dall’1 aprile al 30 settembre con ultimo turno alle 18. Per informazioni e prenotazioni (consigliate), telefonare allo 0573.368023, oppure scrivere a [email protected]. Per saperne di più è possibile visitare il sito www.irsapt.it.
(©Linda Meoni per “Toscana&Chianti News”)
